Follow-up nei neonati: il programma per controllare le funzioni degli apparati vitali

PROGRAMMA DI FOLLOW-UP NEI NEONATI PER CONTROLLARE LE FUNZIONI DEGLI APPARATI VITALI E SE NECESSARIO INTRAPRENDERE IL GIUSTO APPROCCIO DI CURA

Il parto rappresenta per eccellenza uno dei momenti più delicati della vita della partoriente e del nascituro.
Non è possibile, a priori, essere certi che tutto andrà bene e che il bambino sarà in perfetta salute una volta venuto alla luce.
Purtroppo dati statistici confermano che i casi di bambini nati con problematiche o prematuramente non sono affatto isolati e grandi progressi si sono registrati negli ultimi 20 anni nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatali.
Oggi, grazie all’evoluzione della medicina, sempre più bambini sopravvivono in seguito a problematiche occorse durante il momento del parto o della gestazione.
Tuttavia, il più delle volte, la tempestività della diagnosi e delle cure sempre più mirate sono alla base per una sopravvivenza.
Ecco il perché sono stati creati dei programmi di follow-up del neonato a rischio in sempre più ospedali, da nord a sud della nostra penisola.
L’obiettivo è quello di seguire passo dopo passo il nascituro, sin dai primissimi giorni e per almeno i primi anni di vita.
È indispensabile dunque riuscire a soddisfare le esigenze assistenziali dei nati pretermine anche dopo le dimissioni dalle unità di terapia intensiva neonatale.
Anzi è proprio nel momento in cui i piccoli fanno rientro a casa con i genitori che necessitano maggiormente di supporto.
Il fine ultimo del follow-up è quello di provare ad ottenere il tempestivo riconoscimento di eventuali problemi di natura neurologica o neurosensoriale, come anche la precoce identificazione di difficoltà di linguaggio, motorie, visive o di disturbi del comportamento.
Più si è tempestivi, più si riesce ad anticipare il percorso di cura e più si può sperare di ottenere risultati migliori.
Le attenzioni, seppur riservate prevalentemente ai nascituri, sono comunque estese anche ai genitori, perché si cerca di offrire all’intero entourage familiare un sopporto psicologico oltre che pratico.
Sono i genitori a vivere accanto ai propri bambini e quindi devono essere loro i primi a riconoscere eventuali anomalie cogliendo i segnali di probabili deficit.
Solo grazie ad un lavoro di squadra si può arrivare a offrire al bambino il miglior percorso assistenziale.
Il follow-up generalmente consiste in una serie di esami diagnostici e visite mediche, che si susseguono ad intervalli regolari programmati, durante i quali lo specialista esegue una serie di analisi cliniche e ambulatoriali e controlla lo sviluppo dell’apparato neurologico, visivo, uditivo ed anche lo sviluppo psico-fisico.
Il programma normalmente prevede anche la possibilità di effettuare degli approfondimenti diagnostici al fine di individuare nel più breve tempo possibile, l’intervento riabilitativo o l’approccio di cura più mirato.
Così si realizza una forma di monitoraggio e di assistenza continua grazie all’impiego di un team di figure specializzate, a seconda delle patologie riscontrate sul piccolo.
In Veneto in questi giorni è stato approvato un nuovo piano di follow-up per neonati a rischio.
L’assessore alla sanità e alle Politiche sociali, Manuela Lorenzin, ha dichiarato che attualmente in Veneto ogni anno sono almeno mille i neonati che richiedono un programma specialistico di controllo dopo la dimissione dalla terapia intensiva neonatale.

 

Dott. Luigi Pinò


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