Molteplici possono essere le ragioni che spingono un soggetto, vittima di episodi di malasanità, a rivolgersi ad un legale qualificato nel settore per ottenere il giusto ristoro della lesione patita.

Analizziamo più da vicino il cosiddetto “Ritardo diagnostico” che si verifica in tre differenti eventualità e scopriamo insieme quali conseguenze può determinare sul paziente.

Si è in presenza di “Errata” diagnosi allorquando il medico, nonostante la sintomatologia e gli accertamenti clinici del caso siano eloquenti, non riesca ad inquadrare correttamente il quadro clinico del paziente e formuli una diagnosi, giustappunto, sbagliata.

Ricorre, invece, l’ipotesi di “Tardiva” diagnosi qualora il medico addivenga alla scoperta della patologia di cui è affetto il paziente ma solo in un secondo momento, pur avendo avuto tutti gli elementi per poterlo fare prima.

Dulcis in fundo si concretizza “l’Omessa” diagnosi nei casi in cui, il medico, pur in presenza di uno o più sintomi, non prescriva al paziente l’esecuzione di controlli o accertamenti tecnico strumentali che sarebbero stati utili ai fini della formulazione della corretta diagnosi. 

Il comun denominatore delle anzidette ipotesi è il ritardo, poiché a ciò si riconnette inesorabilmente la non tempestiva cura del paziente.

Analizziamo brevemente quali sono gli effetti imputabili al ritardo diagnostico che involgono necessariamente la sfera del paziente:

1) la mancata guarigione dell’interessato il quale può, in ipotesi molto gravi, addirittura perdere la vita o subire una lesione permanente;

2) una sopravvivenza più breve rispetto a quella che sarebbe derivata se la diagnosi fosse stata tempestiva. È chiaro che nessuno chiede miracoli ai medici; può, quindi, accadere che il soggetto sia affetto da una patologia dall’esito mortale. Ma, anche in questi casi, sarà opportuno valutare quanto il ritardo – nella formulazione esatta della diagnosi – abbia inciso sulla possibilità del malcapitato di vivere più a lungo.

3) una riduzione della qualità di vita. Il ritardo può comportare anche delle conseguenze che compromettono, in un modo o nell’altro, non solo la prosecuzione della esistenza ma anche la sua qualità, alterandola negativamente.

Alla luce di quanto evidenziato, è intuibile quanto possa essere rilevante la corretta diagnosi medica perché, solo in presenza della stessa, potrà essere prescritta la cura più idonea al paziente. Ricordiamo, per dovere di completezza, che le terapie possono essere farmacologiche, chirurgiche, preventive, supportive, riabilitative e palliative.

Se ritieni di essere vittima di malasanità, se anche tu credi di aver subito un danno ingiusto, non esitare a contattarci.

 

Avv. Franco Di Maria       Avv. Vincenza Pinò