{"id":26002,"date":"2017-09-28T16:47:34","date_gmt":"2017-09-28T16:47:34","guid":{"rendered":"http:\/\/dimariamalasanita.it\/?p=26002"},"modified":"2026-04-15T05:48:00","modified_gmt":"2026-04-15T05:48:00","slug":"incidenza-infezioni-nosocomiali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/?p=26002","title":{"rendered":"Diffusione ed incidenza delle infezioni nosocomiali"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vogliamo provare a fare chiarezza sulle infezioni nosocomiali.<\/strong><\/p>\n<p>A tal riguardo, traiamo spunto dalla triste vicenda di una nostra cliente che, durante la degenza ospedaliera, in occasione di un intervento per la stabilizzazione della schiena, ha contratto un\u2019infezione che ha avuto notevoli ripercussioni sulla propria salute, compromettendo la qualit\u00e0 del prosieguo della vita stessa.<\/p>\n<p>In primo luogo si tenga presente che si pu\u00f2 correttamente parlare di infezione di natura ospedaliera solo laddove si faccia riferimento ad un\u2019infezione che il paziente abbia contratto in ospedale durante il ricovero e che non era presente, nemmeno in fase di incubazione, al momento del suo ingresso nella struttura sanitaria. Le infezioni che si manifestano pi\u00f9 di 48 ore dopo l\u2019ingresso in ospedale sono solitamente considerate infezioni ospedaliere.<\/p>\n<p>Prima di analizzare le modalit\u00e0 di diffusione ed eventuali escamotage per prevenirle ricordiamo che, alla luce degli studi statistici elaborati da <em>Epicentro<\/em><em>,<\/em> il portale curato dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0, pare che ogni anno, circa il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un\u2019infezione ospedaliera.<\/p>\n<p>Questo dato \u00e8 allarmante dal momento che ci ritroviamo dinanzi ad un numero elevatissimo di pazienti &#8211; circa 500 mila \u2013 che lamenta di aver contratto dette infezioni. Il quadro diventa maggiormente disarmante se si considera che il 30% delle ipotesi di infezioni nosocomiali siano potenzialmente prevenibili e che nell\u20191% dei casi esse cagionano, persino, il decesso del malcapitato.<\/p>\n<p>In linea generale va pure evidenziato che normalmente sono quattro le aree in cui si localizzano le patologie infettive ed in particolare:<\/p>\n<p>&#8211; primo tra tutti il tratto urinario, caratterizzato da un uso talvolta \u201cinappropriato\u201d del catetere vescicale o interessato comunque da altre manovre invasive eseguite nel tratto urogenitale;<\/p>\n<p>&#8211; negli organi o nelle regioni anatomiche interessate da un intervento chirurgico. Anche in dette ipotesi \u00e8 facilmente intuibile quanto la ferita chirurgica possa essere la sede naturale dove s\u2019inserisce un batterio difficile da debellare;<\/p>\n<p>&#8211; un ulteriore tratto esposto al rischio di localizzazione di infezione \u00e8 quello respiratorio e non \u00e8 un caso se i reparti pi\u00f9 a rischio per contrarre questo tipo di infezioni siano rianimazione, chirurgia, medicina e pediatria.<\/p>\n<p>&#8211; infine le infezioni possono avere natura sistemica ed essere legate a setticemie. A tal riguardo, si consideri che esse stanno diventando via via pi\u00f9 frequenti, come conseguenza di un graduale aumento dei fattori di rischio responsabili di queste infezioni, quali le condizioni di rischio intrinseco del paziente, l&#8217;uso di antibiotici e di cateterismi intravascolari.<\/p>\n<p>Le ragioni connesse alla diffusione di dette infezioni sono da ricondurre innanzitutto al dato anagrafico del paziente: le vittime pi\u00f9 ricorrenti sono i neonati e \/ o gli anziani.<\/p>\n<p>Altro elemento che gioca un ruolo cardine \u00e8 lo stato di salute del paziente. A tal riguardo, \u00e8 alquanto intuibile che pi\u00f9 precario \u00e8 il quadro clinico del soggetto interessato pi\u00f9 \u00e8 alto il rischio da parte del medesimo di contrarre infezioni.<\/p>\n<p>Vittime pi\u00f9 ricorrenti sono senz\u2019altro pazienti debilitati, persone anziane, bambini e donne in gravidanza. Ecco, dunque, il perch\u00e9 le immunodeficienze, la presenza di neoplasie, il diabete mellito, l\u2019insufficienza di natura renale, le ipotesi di alcoolismo, la tossicodipendenza, i casi di ustioni estese o le manifestazioni di cardiopatie concorrono in misura preponderante a determinare le infezioni nosocomiali.<\/p>\n<p>Assumono una valenza determinante anche la durata della degenza ospedaliera, il reparto dove essa avviene e l\u2019eventuale presenza nello stesso di un alto numero di malati.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che il rischio di contrarre una patologia infettiva \u00e8 alquanto elevato anche ai giorni nostri. Contrariamente a quello che si pensa, molto spesso gli ospedali diventano teatro dove i batteri infettivi attaccano la vita dei pazienti.<\/p>\n<p>Molteplici possono essere le modalit\u00e0 di trasmissione di microrganismi infetti; si pensi, ad esempio, ai casi in cui il paziente venga a diretto contatto con la fonte di infezione (ad es. goccioline di saliva), oppure ancora alle ipotesi purtroppo ricorrenti, di uso di strumenti chirurgici (e non) contaminati e quindi non adeguatamente sterilizzati.<\/p>\n<p>Ricordiamo, infine, che le infezioni possono essere trasmesse anche in seguito alla scarsa igiene delle mani degli operatori sanitari, poich\u00e9 su di esse risiedono o possono ritrovarsi un numero e una variet\u00e0 non indifferente di potenziali patogeni!<\/p>\n<p>Qualora un soggetto lamenti di aver contratto un\u2019infezione nosocomiale potr\u00e0 agire in giudizio citando la struttura ospedaliera.<\/p>\n<p>Ricordiamo che in dette ipotesi vige l\u2019inversione dell\u2019onere della prova, in virt\u00f9 della responsabilit\u00e0 contrattuale che lega struttura ospedaliera e paziente ricoverato.<\/p>\n<p>E quindi, il diretto interessato dovr\u00e0 limitarsi a fornire la prova del danno sub\u00ecto e dovr\u00e0 dimostrare che l\u2019aggravamento della propria salute sia riconnesso eziologicamente alla degenza ospedaliera e\/o alle prestazioni ricevute.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte, invece, spetter\u00e0 all\u2019Ospedale dimostrare di aver adottato ogni misura idonea a garantire al paziente il ricovero in ambienti salubri e di aver adottato tutte le precauzioni possibili al fine di prevenire l\u2019insorgenza dell\u2019 infezione.<\/p>\n<p>La struttura, dunque, risponder\u00e0 sia in relazione alla salubrit\u00e0 dei locali ed all\u2019uso di strumenti correttamente sterili sia in relazione all\u2019operato del proprio personale tanto sotto il profilo igienico quanto in relazione ad una eventuale corretta profilassi antibiotica somministrata\u00a0 o ad una potenziale necessaria misura invasiva applicata sul paziente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Avv. Franco Di Maria\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Avv. Vincenza Pin\u00f2<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vogliamo provare a fare chiarezza sulle infezioni nosocomiali. A tal riguardo, traiamo spunto dalla triste vicenda di una nostra cliente che, durante la degenza ospedaliera, in occasione di un intervento per la stabilizzazione della schiena, ha contratto un\u2019infezione che ha avuto notevoli ripercussioni sulla propria salute, compromettendo la qualit\u00e0 del prosieguo della vita stessa. 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