Licenziato medico per non aver comunicato il referto del tampone in struttura

Licenziato medico per non aver comunicato il referto del tampone in struttura.

Nel caso di specie si fa riferimento ad una controversia sul licenziamento di un medico per la condotta negligente posta in essere durante la pandemia.

Al suddetto sanitario era stato affidato il compito di comunicare l’esito del tampone effettuato in laboratorio al responsabile del servizio, ma, per negligenza, una volta non ha comunicato l’esito positivo di un dipendente.

Col suo comportamento, l’incaricato ha messo a rischio la struttura sanitaria perché il collaboratore ha continuato a svolgere la propria professione a contatto con pazienti e altri operatori sanitari.

La struttura sanitaria si è rivolta al Tribunale di Pavia per chiedere il licenziamento dell’addetto all’attività tamponi per giusta causa non avendo comunicato l’esito del referto e per non aver adempiuto al proprio compito.

Infatti, si ribadisce che il lavoro del medico addetto ai tamponi prevedeva l’inserimento del referto in una piattaforma e poi tramite la ricerca per nominativo era possibile sapere l’esito.

Il medico-indagato ha provato a difendersi sostenendo che non era a conoscenza dell’uso della piattaforma, ma tale giustificazione è stata prontamente smentita in fase di giudizio perché è emerso che il soggetto responsabile era a conoscenza dei vari passaggi per la comunicazione dei referti e delle relative modalità di consultazione da parte degli interessati.

Dal giudizio è pure emersa la situazione di allarmismo venutasi a creare all’interno della struttura per il contagio avvenuto tra il professionista positivo e un suo collega con possibili ripercussioni in tutta la struttura sanitaria.

In seguito a questo accaduto, il soggetto interessato e gli altri collaboratori si erano sottoposti al tampone molecolare, con la comunicazione del referto per tutti gli altri e non per il collaboratore positivo.

Il Tribunale di Pavia, in seguito agli accertamenti posti dalla struttura, ha ritenuto responsabile il medico incaricato poiché aveva commesso una grave negligenza e per questo motivo il licenziamento per giusta causa risultava legittimo.

 

Dott. Luigi Pinò


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