Medicina difensiva: strumento di difesa per i sanitari

Medicina difensiva: strumento di difesa per i sanitari.

La medicina difensiva è definita come l’insieme dei comportamenti messi in pratica dal medico per evitare o diminuire i rischi di una causa giudiziale che potrebbe essere promossa dai pazienti o dai loro parenti nei casi di asserita presunta negligenza, imperizia o imprudenza.

La medicina difensiva può essere positiva nel caso in cui i medici prescrivano farmaci in eccedenza, oppure richiedano accertamenti diagnostici, visite specialistiche o esami “superflui”; negativa quando i sanitari evitino di assistere pazienti ad alto rischio o omettano di effettuare prestazioni particolarmente rischiose.

Nei casi di medicina difensiva positiva, il fine ultimo del sanitario sarebbe quello di precostituirsi delle prove atte a dimostrare l’osservanza delle linee guida e l’idoneità del proprio operato; la pluralità di esami strumentali e accertamenti diagnostici rappresenta una forma di difesa per il medico da poter usare in caso di azione giudiziale.

Quando si è in presenza della cosiddetta medicina difensiva negativa, i pazienti sono considerati “prime vittime” del sistema perché non ricevono le cure di cui avrebbero bisogno, e i medici, a loro volta, sono ritenuti “seconde vittime” per le condizioni di lavoro pesanti in cui si trovano ad operare quotidianamente.

Tuttavia, la tendenza dei medici ad avere un atteggiamento difensivo – nell’esercizio della loro professione – è giustificata da un numero sempre più crescente di azioni legali nei loro confronti.

Ciò porta il medico a considerare il paziente non più come persona da curare, ma come potenziale nemico che può chiedere il risarcimento del danno.

Oramai la medicina difensiva è fortemente radicata nell’ambito sanitario e ha dei risvolti estremamente negativi sia per i medici, sia per i pazienti e sia per la società in generale poiché incide pesantemente sul bilancio e sui costi della sanità.

Una strategia per cercare di superare la medicina difensiva potrebbe essere offerta da un maggior dialogo tra le parti.

Ed infatti la soluzione potrebbe essere offerta da una maggior comunicazione tra i dottori e gli ammalati perché solo ristabilendo un clima di fiducia e di affidamento da ambo le parti e solo in presenza di una maggior disponibilità dei medici ad ascoltare i pazienti, si può forse mettere in primo piano la patologia e la cura strettamente necessaria della stessa.

 

Dott. Luigi Pinò


by Published On: Febbraio 7th, 2022Categorie: Flash Newstag =

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