In un precedente articolo (Pianeta salute. Il pronto soccorso) abbiamo segnalato che – con il titolo di “Pianeta Salute” – avremmo affrontato le criticità del sistema sanitario nazionale, criticità che contribuiscono a ingenerare errori sanitari e, in una parola, malasanità.

Chi scrive è membro del Comitato Scientifico dell’”Osservatorio Salute e Legalità” istituito da Eurispes (probabilmente il più autorevole istituto di ricerca socio politico italiano) e dall’E.N.P.A.M. (Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Medici) e gli articoli che qui pubblichiamo con il titolo “Pianeta Salute” sono liberamente tratti dal I Rapporto sul Sistema Sanitario presentato dall’Osservatorio alla stampa alla presenza del Ministro della Salute.

Dal 1978, con l’entrata in vigore della legge 833 che istitutiva il Servizio Sanitario Nazionale e, successivamente, con il riordino del sistema negli anni Novanta, che ha sancito il riconoscimento alla Regione del ruolo fondamentale nella programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sanitari e, infine, con la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, il ruolo centrale dello Stato e del Ministero della Salute in materia di sanità si è trasformato da funzione preminente di organizzatore e gestore di servizi, a quella di garante dell’equità nell’attuazione del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.

Le competenze dello Stato ad oggi sono la “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale” e la “profilassi internazionale”, mentre per tutto il resto le Regioni hanno piena potestà di intervento e, alla bisogna, possono far ricorso al contenzioso sulle materie così dette concorrenti con lo Stato.

Sempre nel 2001 viene ridisegnata l’assistenza pubblica tramite gli accordi e i “patti” tra Stato e Regioni. Fondamentale in questo ambito è l’accordo dell’8 agosto 2001, con cui vengono concordate per la prima volta le risorse economiche per il triennio successivo e prevista la definizione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA).

I Lea, entrati in vigore il 23 febbraio 2002, introducono e descrivono le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con una partecipazione alla spesa, grazie alle risorse raccolte attraverso la fiscalità.

Se il Ministero, oltre alla determinazione dei Lea, ha pochi strumenti di intervento e di indirizzo sulla concreta attività delle Regioni in ambito sanitario, il suo ruolo centrale si estrinseca nel raccordo con l’attività di vari enti e soggetti che compongono il Servizio Sanitario Nazionale. Tra questi:

L’Istituto Superiore di Sanità, che ha funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, documentazione e formazione per quanto concerne la salute pubblica;

l’AGENAS, Agenzia nazionale peri servizi sanitari regionali, ente con personalità giuridica di diritto pubblico che svolge un ruolo di collegamento e di supporto nei processi decisionali che investono il Ministero e le Regioni circa le strategie di sviluppo del Servizio Sanitario Nazionale;

gli IRCCS, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;

gli ospedali di eccellenza che perseguono finalità di ricerca nel campo biomedico ed in quello della organizzazione e gestione dei servizi sanitari, sotto la vigilanza del Ministero;

l’AIFA, Agenzia italiana del farmaco, un organismo di diritto pubblico che opera sulla base degli indirizzi e sotto la vigilanza del Ministero, in autonomia, trasparenza ed economicità, in raccordo con le Regioni;

le Associazioni dei pazienti e quelle dei medici;

le Società scientifiche;

le imprese produttrici e distributrici di farmaci, i cui standard vengono definiti in sede ministeriale.

E’ inoltre compito del Ministero della Salute predisporre il Piano Sanitario Nazionale, e raccordarsi con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con l’EMA, l’Agenzia europea per i medicinali.

Recentemente, con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017, sono stati pubblicati i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, al termine di un lungo percorso condiviso con le Regioni, le Provincie autonome e le massime Società scientifiche. Il decreto ha vincolato 800 milioni di euro per l’aggiornamento dei LEA che definiscono le nuove attività, i servizi e le prestazioni garantite ai cittadini con le aumentate risorse pubbliche messe a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale.

 

Avv. Franco Di Maria                                 Avv. Vincenza Pinò