Sul tema della terapia del dolore e cure palliative fu approvata nel 2010 la legge n. 38. Si tratta di una legge fortemente innovativa che, per la prima volta, garantisce l’accesso alla terapia del dolore e cure palliative da parte del malato. La convivenza con il dolore, infatti, accomuna circa 15 milioni di italiani che, per emicrania, mal di schiena, artrosi o altre malattie sono costretti a sopportare sofferenze per tutta la durata della loro vita.

Uno su due di questi malati, tuttavia, non è a conoscenza di questa legge e non la utilizza come rivela un’indagine dell”Osservatorio volontario per il monitoraggio delle terapia del dolore e delle cure palliative”.

Spieghiamo allora in cosa consiste e chi può utilizzare questa legge sulla terapia del dolore e cure palliative.

  1. Va, innanzitutto, chiarito che la terapia del dolore non va confusa con le cure palliative che sono garantite quando la malattia è incurabile.
  2. Le prestazioni e i servizi sono garantiti a tutti gratuitamente o pagando il ticket, se dovuto.
  3. Il livello del dolore può essere misurato con appositi strumenti. La legge stabilisce che la struttura sanitaria e i reparti ospedalieri sono tenuti a registrare nella cartella clinica la misurazione del dolore.
  4. Il primo punto di riferimento sono i medici di famiglia a cui consigliamo di rivolgersi.

Saranno loro a inviare il paziente ai vari centri di terapia del dolore in ragione di un diritto riconosciuto a tutti coloro che soffrono per le più svariate patologie.

 

Avv. Franco Di Maria 

Avv. Vincenza Pinò


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