Vaccino inefficace – Indennizzo negato al paziente contagiato

Vaccino inefficace – Indennizzo negato al paziente contagiato.

Nel caso di specie viene negato il riconoscimento all’indennizzo in capo al soggetto che, pur essendosi vaccinato, ha contratto ugualmente la malattia (la parotite) a causa dell’inefficacia del siero inoculato.

Nella pronuncia in esame siamo di fronte ad una richiesta di risarcimento del danno in favore di un bambino in seguito alla somministrazione del vaccino trivalente (morbillo, parotite e rosolia).

La premessa per comprendere le ragioni del diniego dell’indennizzo sta nel fatto che la conditio sine qua non per ottenere l’elargizione delle somme è la sussistenza del nesso di causa tra la somministrazione del siero e l’insorgenza di un danno patito dal soggetto danneggiato.

È stato instaurato un giudizio in sede civile e sia in primo grado sia in appello è stata accolta la domanda del richiedente, mentre la Corte di Cassazione ha ribaltato totalmente le sorti dei precedenti giudizi accogliendo per intero le difese avanzate dal Ministero della Salute.

Nel caso di specie, infatti, il bambino aveva subito un danno grave solo dopo aver contratto la malattia e non al momento in cui è stato somministrato il siero.

Secondo il Ministero della Salute la mancata risposta del vaccino all’interno dell’organismo non poteva essere paragonata ad una reazione avversa provocata dall’inoculazione del vaccino e quindi tale ipotesi non giustificava il diritto all’indennizzo.

Secondo quanto affermato dalla legge n. 210 del 1992 nei casi di responsabilità del Ministero della Salute per i danni in seguito alla vaccinazione obbligatoria è:” riconosciuto un indennizzo solo nei casi in cui sussista un nesso causale tra la somministrazione del vaccino ed il danno patito dal soggetto passivo del trattamento sanitario obbligatorio”.

Secondo la Cassazione la domanda del ricorrente non poteva essere accolta perché fondata sull’inefficacia del vaccino somministrato e non sul nesso causale tra la somministrazione del vaccino e la malattia contratta, mentre il fondamento del diritto all’indennizzo è rappresentato dall’inoculazione del siero che in un secondo momento si rileverà inefficiente per l’organismo del danneggiato.

 

Dott. Luigi Pinò


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