La stimolazione magnetica transcranica può rallentare l’Alzheimer

La stimolazione magnetica transcranica è in grado di rallentare l’Alzheimer

La malattia di Alzheimer è determinata da un accumulo della proteina denominata tau nel cervello che implica una perdita continua della memoria.
La proteina tau svolge un ruolo fondamentale per garantire il corretto funzionamento dei neuroni del cervello e quando si registra una presenza anomala della stessa significa che si sono verificati degli aggregati o dei depositi proteici che portano alla morte delle cellule nervose.
Da uno studio effettuato in sinergia tra alcuni ricercatori dell’Università di Ferrara e dell’Ospedale di neuroriabilitazione Fondazione Santa Lucia di Roma, si è scoperto che la stimolazione magnetica transcranica (TMS) è in grado di contrastare il declino cognitivo nelle persone colpite da Alzheimer.
La novità di questo lavoro scientifico sta nel fatto che tramite questa stimolazione vengono generati campi magnetici che attraversano la scatola cranica e si trasformano in impulsi elettrici che riescono a riattivare le sinapsi e i neuroni danneggiati dalla malattia.
Tramite questo studio si è dimostrato che la stimolazione magnetica rallenta la progressione della patologia e riesce persino a migliorare la qualità della vita quotidiana del paziente affetto da Alzheimer.
All’interno di questo progetto erano presenti 50 pazienti con un grado lieve e moderato di Alzheimer suddivisi in due gruppi: ad uno è stata applicata una stimolazione per placebo, mentre l’altro gruppo è stato sottoposto ad una stimolazione magnetica transcranica per sei mesi con frequenza settimanale.
I risultati sono stati sorprendenti perché nei pazienti trattati con stimolazione magnetica transcranica (Tms) si sono registrati valori migliori in alcune scale predeterminate per misurare le funzionalità cognitive e con una riduzione dei sintomi dell’Alzheimer pari all’80% rispetto al gruppo trattato con la stimolazione per placebo.
Inoltre, si è pure osservato che mentre prima i farmaci agivano nei confronti della proteina tau ora, tramite la stimolazione magnetica transcranica, vengono generati campi magnetici che attraversano la scatola cranica e si trasformano in impulsi elettrici in modo da riattivare le sinapsi e i neuroni danneggiati dalla malattia.

 

 

Dott. Luigi Pinò